Ricorso al Prefetto: guida, tempi e struttura

Il ricorso gerarchico al Prefetto è gratuito ma rischia il raddoppio della sanzione. Ecco quando ha senso e come si scrive.

7 min di letturaAggiornato: gennaio 2026

Il ricorso al Prefetto è la strada storicamente più utilizzata perché non richiede il pagamento del contributo unificato e non impone la comparizione in un'aula di tribunale. È però anche la strada più insidiosa, perché in caso di rigetto la sanzione raddoppia e vengono aggiunte le spese del procedimento.

In questa guida vediamo termini, procedura, cosa scrivere nel ricorso e quando conviene davvero questa via rispetto al Giudice di Pace.

Cosa dice la legge

L'art. 203 del Codice della Strada disciplina il ricorso al Prefetto. La decisione del Prefetto, se sfavorevole, è emessa con ordinanza-ingiunzione (art. 204 C.d.S.) impugnabile a sua volta davanti al Giudice di Pace entro 30 giorni (art. 205 C.d.S.).

Termini e decorrenza

  • 60 giorni dalla contestazione immediata o dalla notifica del verbale.
  • Il termine si calcola escludendo il giorno iniziale e includendo quello finale.
  • Se il 60° giorno cade di sabato, domenica o festivo, scade il primo giorno lavorativo successivo.

Dove presentare il ricorso

  1. All'organo accertatore che ha elevato la multa (Comando Polizia Locale, Polizia Stradale, Carabinieri, ecc.), che lo trasmette al Prefetto competente per territorio.
  2. Direttamente alla Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo del luogo dove è stata commessa l'infrazione.

Il canale può essere raccomandata A/R, deposito a mano con timbro di ricezione, oppure PEC all'indirizzo istituzionale dell'organo accertatore o della Prefettura.

Come si struttura un ricorso al Prefetto

Un ricorso valido non è un modulo precompilato: deve essere costruito sulle circostanze concrete del verbale. La struttura, però, è sempre la stessa. Ecco i punti che non puoi omettere.

  1. Intestazione: indica il Prefetto della provincia dove è avvenuta l'infrazione e l'organo accertatore (Comando di Polizia Locale, Polizia Stradale, ecc.).
  2. Dati del ricorrente: nome, cognome, codice fiscale, residenza completa e indirizzo PEC per le notifiche.
  3. Estremi del verbale: numero, data dell'accertamento, data di notifica, importo contestato e articoli citati.
  4. Fatto: una ricostruzione sintetica ma precisa della vicenda, senza opinioni o inutili polemiche.
  5. Motivi di diritto: ogni vizio va collegato a una norma o a una sentenza specifica. Il generico 'non sono d'accordo' non convince.
  6. Istanza: chiedi espressamente l'archiviazione del verbale o, in subordine, la riduzione della sanzione.
  7. Allegati e firma: elenca ogni documento allegato e appponi la firma originale, anche in scansione se invii via PEC.

Un testo generico copiato da una guida non tiene conto delle date, degli articoli e delle prove del tuo verbale. Per avere un ricorso personalizzato, pronto da inviare e calibrato sul tuo caso specifico, carica il verbale su Nullo.

Genera il mio ricorso

Quando conviene il Prefetto

  • Motivi molto forti (notifica tardiva certa, targa errata, doppia sanzione).
  • Importi bassi in cui il rischio del raddoppio è tollerabile.
  • Casi in cui vuoi guadagnare tempo: la decisione può arrivare anche dopo un anno.

Quando conviene evitarlo

  • Motivi solo probabili o basati su interpretazioni giurisprudenziali contestate.
  • Importi già elevati in cui il raddoppio diventerebbe insostenibile.
  • Sanzioni con decurtazione punti significativa: il Prefetto raramente accoglie sull'aspetto punti.

Cosa succede dopo il deposito

  1. Il Prefetto valuta il ricorso entro 210 giorni dal ricevimento (art. 204 C.d.S.).
  2. Se non decide nel termine, il ricorso si intende accolto (silenzio-assenso).
  3. Se accoglie, il verbale è archiviato e nulla è dovuto.
  4. Se rigetta, emette ordinanza-ingiunzione con importo raddoppiato più spese.

Domande frequenti

Posso chiedere di essere sentito personalmente?

Sì, va indicato nel ricorso: hai diritto a essere ascoltato dal Prefetto o da un suo delegato.

Se il Prefetto non risponde entro 210 giorni?

Il ricorso si intende accolto per silenzio-assenso e il verbale è privo di effetto.

Devo pagare qualcosa per depositare?

No. Il ricorso al Prefetto è totalmente gratuito, salvo le spese di raccomandata o PEC.

Posso impugnare l'ordinanza-ingiunzione?

Sì, davanti al Giudice di Pace entro 30 giorni dalla notifica (art. 205 C.d.S.).

Il ricorso sospende il pagamento?

Sì, fino alla decisione del Prefetto non devi pagare alcun importo.

Passa dai fatti tuoi

Vediamo se la tua multa regge davvero.

30 secondi. Analisi gratuita. Nessuna registrazione.

Analizza il verbale

Contenuto divulgativo, aggiornato a gennaio 2026. Non costituisce consulenza legale.